Intervista al "Bomber" BEPPE SIGNORI
AT: Alessandro Tosi (Consigliere LCMi e Intervistatore)
Quattro chiacchiere con l’immenso (BS) Beppe Signori (Bomber della nostra Lazio dal 1992 al 1997)
(AT) Ciao Beppe sei stato e sei tutt’ora talmente amato dai tifosi della Lazio da aver involontariamente causato un insurrezione popolare quando nel ‘95 Cragnotti stava trattando la tua cessione al Parma. Cosa ricordi di quei giorni e quali emozioni ti hanno accompagnato in quei momenti?
(BS) Sono stati momenti concitati. Eravamo in turné in Brasile e mi è arrivata la notizia. Mi rendevo conto di aver iniziato un’era e non volevo interrompere la mia esperienza alla Lazio. Mi sentivo responsabile per tanti ragazzi che avevano iniziato a tifare Lazio anche per merito mio. Era appena nato un amore. Amore reciproco. Un amore immenso e con la A maiuscola. Per me questo sentimento vale come aver vinto 10 scudetti.
(AT) Sei nella top 10 dei marcatori “all time” in serie A e nel podio per quanto riguarda i marcatori della Lazio. Ma nasci come centrocampista offensivo, raccontaci di come e quando è cambiato il tuo ruolo.
(BS) Nasce con Zeman, fino a 19 anni in effetti ero stato un centrocampista offensivo. Poi quando giocavo a Trento in un amichevole contro il Messina di Zeman segnai due goal e lui mi notò. Cosi l’anno successivo mi volle a Foggia. Poi il caso volle che si fece male Meluso e il Mister iniziò a farmi giocare attaccante esterno. Solo alla Lazio dovendo sostituire Ruben Sosa mi spostai al centro dell’attacco.
(AT) Mondiali 94. Chi c’era ricorderà le imprecazioni che mezza Italia ha mandato a Sacchi che si ostinava a farti giocare fuori ruolo. Sono passati più di 30 anni da quella finale sfortunata, ci puoi raccontare veramente com è andata?
(BS) Mezza Italia più me ( ride…). La prima partita del Mondiale la giocai con Roby Baggio davanti ma contro l’Irlanda non andò bene. Per cui Sacchi si convinse che insieme in attacco non potevamo convivere e mi spostò esterno facendomi giocare a tutta fascia. Il problema è che in quel mondiale americano c’erano 42 gradi e un’umidità assurda e fare avanti e indietro sulla fascia mi aveva stremato non consentendomi di recuperare tra una partita e l’altra. Per cui dopo il girone di qualificazione dissi a Sacchi che volevo giocare davanti. La risposta fu che saltai Spagna, Bulgaria e Brasile. Con il senno di poi oggi non rifarei quella scelta, era un mondiale che avremmo potuto vincere.
(AT) Sei stato anche un rigorista infallibile, ma la caratteristica di calciare da fermo è stata quasi esclusivamente una tua prerogativa (ricordo solo Casarsa molti anni prima a Firenze e Perugia). Come è nata questa particolarità?
(BS) L’idea mi venne guardando un mondiale di freccette; ti chiederai che cosa c’entrano le freccette con il calcio, eppure guardandoli mi venne in mente che anche per battere un rigore non ci vuole forza ma precisione. Tirando da fermo il portiere non ha il tempo di capire dov è indirizzata la palla. Invece io guardandogli le gambe ho il tempo di osservare quale ginocchio si abbassa per primo e quindi di capire da che parte si tufferà.
(AT) Sugli allenamenti estenuanti di Zeman ci sono tante leggende. Tu che l’hai vissuto sia a Foggia che a Roma ci racconti qualche aneddoto?
(BS) Ho fatto complessivamente 7 anni di Zeman. Gli allenamenti erano estenuanti, dovevi rispettare i tempi e star dentro nelle ripetute. Ci faceva fare 10 volte i 1000 metri e non si poteva sgarrare. Però poi la domenica si andava al doppio degli altri e quindi anche la fatica della settimana veniva accettata e vissuta in modo positivo.
(AT) Ultimamente in Italia lamentiamo la mancanza di grandi bomber. C’è qualche giovane prospetto a tuo avviso?
(BS) Bisognerebbe ripartire dall’anno zero, anno zero che ancora non è arrivato. Spesso nel settore giovanile ci sono allenatori che hanno studiato calcio sui libri ma che non l’hanno mai giocato in prima persona a certi livelli. I ragazzi hanno bisogno di vedere e di emulare e finché non riusciremo ad avere delle scuole calcio di un certo livello l’espressione dei giocatori che escono dal settore giovanile sarà sempre mediocre.
(AT) Le vicende giudiziarie che ti hanno ignobilmente coinvolto fortunatamente si sono concluse positivamente. Se vogliamo trovare un lato positivo in questa storia si può dire che hai capito in questo frangente chi sono i tuoi veri amici?
(BS) Proprio cosi. Selezione naturale.
(AT) Ah dimenticavo ……. .noi ti siamo amici e ti vogliamo bene.